Le iniziazioni

Le iniziazioni

di: Angelo Brelich

ISBN13: 9788835960768


Data pubblicazione: 1 Ottobre 2008


Pagine: 166



€ 16,00

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Dal momento che le iniziazioni sono riti complessi, la prima sfida che lanciano al ricercatore è di saper cogliere tutte le situazioni relative a tutti i momenti, ivi compresi i più nascosti, i meno evidenti, quelli che per principio si rifiutano di piegarsi alla sua curiosità, opponendo la barriera del segreto. Dapprima si porta attenzione non tanto al contesto sociale e storico di ciascuna iniziazione - obbligo di per sé evidente e banale - quanto alle relazioni concrete tra la prova iniziatica e le richieste specifiche che una determinata società rivolge a ciascuno dei suoi membri per esistere e perpetuarsi. In seguito, sembra opportuno situarsi al cuore delle operazioni
rituali stesse; compito impegnativo e raramente portato a buon fine, perché lo scenario iniziatico tende molteplici trappole al suo osservatore. [...]
A me è sembrato che il modo migliore d'introdurre questo primo momento
del lavoro di Brelich e di rendergli giustizia sia quello di tuffarsi nel mosaico dei riti, di tentare di comprendere le sue scelte al fine di metterle in questione alla luce delle persistenze e, soprattutto, alla luce degli sviluppi futuri della teoria delle iniziazioni che, dal 1960, non ha mai cessato di affermarsi come un dominio centrale dell'antropologia in quanto disciplina e ambito del pensiero.

(dall'Introduzione di D. Fabre)

  

Angelo Brelich (Budapest 20 giugno 1913 - Roma 1 ottobre 1977) è una delle voci più autorevoli della Storia delle religioni, , più in generale, delle nuove scienze umane. Studioso di fama internazionale, è stato allievo di Karl Kerényi all'Università di Budapest; in seguito ha ricperto il ruolo di assistente presso la cattedra di Storia delle regligioni dell'Ateneo di Roma "La Sapienza", della quale è divenuto titolare nel 1958. Ponendosi nel solco tracciato da Raffaele Pettazzoni, ha dato un contributo decisivo alla definizione dell'impianto teorico e, congiuntamente, della piattaforma metodologica caratterizzanti la disciplina storico-religiosa: in tale ottica il suo nome è indissociabile da quello di Ernesto De Martino. L'esigenza di valutare la religione come fenomeno culturale intregralmente umano, da analizzare - nelle sue espressioni concrete - con l'ausilio della comparazione storica, rappresenta uno dei tratti salienti del suo insegnamento. I suoi lavori, considerati a tutti gli effetti classici del pensiero contemporaneo, uniscono al rigoare della ricerca inerente ad uno specifico ambito storico l'ampiezza della prospettiva teorica, che tocca problematiche attuali d'intresse generale riguardanti, ad esempio, il laicismo e il relativismo culturale. Tra le sue opere ci limitiamo a ricordare: Tre variazioni romane sul tema delle origini (1955), Gli eroi greci. Un problema storico-religioso (1958), Introduzione alla storia delle religioni (1966),  Paides e parthenoi (1969), Prolégomènes à une Histoire des Religions (1970), Storia delle religioni: perchè? (1979).

Daniel Fabre è directeur d'étude all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi e professore ordinario di Antropologia delle religioni all'Unviersità degli Studi di Roma "Tor Vergata". Studioso di fama internazionale, i suoi lavori più recenti riguardano l'antropologia della scrittura e della memoria (Ecritures ordinaires, POL/Beaubourg 1993; La fabrique des héros, MSH 1998; Le musée indien de George Catlin, Gradhiva 2007).

Andrea Alessandri ha conseguito il dottorato di ricerca con una tesi dal titolo Un eroe sospeso tra margine e riaggregazione. Attualmente collabora con la cattedra di Storia delle religioni dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata". I suoi lavori hanno per oggetto l'opera di Ernesto De Martino e quella di A. Brelich. Un suo saggio sulla fortuna del mito di Filottete è in corso di pubblicazione presso l'editore Marsilio.




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