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Compra[...] «Bologna, sgominata cellula di Al Qaida che addestrava kamikaze per l’Afghanistan. Tra i cinque arrestati c’è anche un ex combattente in Bosnia con le milizie di Allah. Addestrati a morire, nel nome di Allah.
L’operazione della Digos di Bologna e dell’Antiterrorismo di ieri ha consentito di smantellare una cellula terroristica jihadista attiva in Italia, tra Bologna e Como. Per i cinque terroristi nordafricani arrestati ieri (un sesto è riuscito per ora a sfuggire alla cattura) e per gli altri sette indagati l’accusa è di «associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale» [...]
«Dei sette personaggi chiave dell’11 Settembre, almeno cinque avevano combattuto e/o erano stati presenti, in Bosnia negli anni novanta».
La storia che leggerete in queste pagine è la storia di un orfano delle madrase, un giovane, che non è esistito con il nome e il cognome che vi viene proposto, ma che esiste con decine di nomi e cognomi che, malgrado loro, condividono un passato che difficilmente viene a galla, perché molti di loro sono plagiati all’insegna del terrore per portare terrore nel mondo, nei modi più diversi, con il sacrificio delle loro vite, obbedendo a un movimento pseudo religioso, che non ha nulla a che vedere con la nobiltà e l’altezza dell’Islam, una delle più grandi religioni nel mondo, a cui va sin d’ora, per debito di chiarezza, il mio rispetto e la mia attenzione.
Per contro, questo racconto si snoda, in una trama originale, attraverso fatti e circostanze “reali” (alcuni dei quali datati diversamente dalla realtà per esigenze narrative), riportati prevalentemente dalla cronaca internazionale, ricercati, studiati, in alcuni casi vissuti personalmente, con lo scopo, di informare il lettore su un fenomeno che sta passando in silenzio, ma che ci riguarda molto da vicino e che impone a ogni europeo un’attenzione severa a ciò che sta muovendo nel mondo e nei Balcani in particolare. Fatti e eventi che richiamano alla mente dinamiche e cambiamenti, ritenuti, erroneamente, consegnati alla storia e che, al contrario, si stanno rivelando attuali e inquietanti, anche per l’indulgenza e indolenza con cui a volte li si considera.
Antonio Evangelista è funzionario della Polizia di Stato e attualmente dirige la Squadra mobile di Asti. Ha partecipato, tra gli anni 2000 e 2004, alla missione Onu Unmik in Kosovo, dapprima come vicecomandante e poi come comandante. Si è occupato di investigazioni sulla criminalità organizzata, intelligence, crimini di guerra, terrorismo e mafia kosovara.