Gli straordinari sviluppi scientifici che hanno avuto luogo in questi ultimi secoli e, particolarmente dal rinascimento ad oggi non hanno apportato sostanziali modifiche nei sistemi educativi che sono rimasti quasi invariati di generazione in generazione.
All’inizio del terzo millennio, però, il cambiamento dello stile di vita a livello globale impone una revisione dei sistemi pedagogici destinati all’umanità per un suo adeguato inserimento nella società attuale che vive uno sviluppo esponenziale dei mezzi comunicativi e informatici, aprendo processi relazionali umani culturali, sociali, economici fino ad oggi non immaginabili.
Oggi più che mai diviene necessario per tutte le discipline delle scienze umane saper integrare la propria scienza all’interno di una cultura autenticamente umanistica. La scienza è per l’uomo e non viceversa, la scienza deve quindi servire a far crescere l’umanità in ogni persona e non a distruggerla per sacrificarla alla necessarietà di giustificare oggettivamente la validità scientifica della conoscenza prodotta sull’umano. La Pedagogia, in quanto scienza con un suo statuto identitario autonomo dovrà dimostrare di saper superare la logica di sistemi formativi chiusi e separati dal processo formativo naturale del soggetto e di saper ricercare e fare educazione attraverso sistemi aperti e flessibili basati sul modello di rete delle strutture, dei servizi e degli operatori. In questo scenario il compito della Pedagogia, è quello di superare il modello trasmissivo della conoscenza per attivare, invece, processi di coscientizzazione dell’umanità e porre le condizioni idonee a sviluppare la consapevolezza umana,delle proprie facoltà e la possibilità di utilizzarle per passare da una condizione passiva del “subire” ad una condizione attiva del “guidare” la produzione di conoscenza anche attraverso forme nuove di educarsi alla vita e alla vita sociale.
La Pedagogia per prima deve saper stare in una relazione educativa a contatto con la vita quotidiana, deve essere capace di sottrarsi al ruolo di vestale di quotidiani processi di assoggettamento alle necessità dettate dal contesto sociale, di volta in volta dato, e di mettere in discussione ogni orientamento “disincarnato” che sdegni la materialità dell’esistenza dimostrando, inoltre di saper incorporarsi nell’esperienza sensibile, consapevole delle radici corporee del sapere. Questo richiede a tutti coloro che pensano ed agiscono l’educazione dell’uomo di attivare una duplice riflessione da un lato su che cosa è la scienza oggi e quale rapporto instaura con lo scenario sociale globale e locale e, dall’altro come la Pedagogia che in quanto scienza dell’educazione dell’uomo si colloca tra i saperi scientifici.
Il contributo di Paolo Orefice si inserisce all’interno di questo importante dibattito contemporaneo.
Egli con la seconda edizione di Pedagogia Scientifica ci guida, ripercorrendo il processo di evoluzione scientifica del suo lavoro di ricerca, offrendoci la possibilità di evolverlo con lui e di poter contribuire a diffondere la possibilità di essere educatori e fare educazione ricercando nuovi paradigmi formativi.
Il lavoro di ricerca dell’autore prosegue e, dal contributo introduttivo che ci aveva consegnato con Pedagogia circa l’interrogativo di quale fosse l’oggetto di studio specifico in grado di riconoscere e fondare epistemologicamente la disciplina, oggi sembra aver superato il dubbio epistemologico, consegnandoci il secondo volume, Pedagogia Scientifica, come documento che attesta l’approdo del suo lavoro ad una prima certezza della fondatezza epistemologica che la disciplina che si occupa dell’educazione dell’uomo e che ha per oggetto specifico di s
di: Paolo Orefice
ISBN13 9788864730059
€ 16,00
Compra