Il susseguirsi di vicende umane drammatiche del vicino Medio Oriente ributtano, oggi più di ieri, l’opinione pubblica nella consapevolezza di sapere poco o nulla sull’intera vicenda, e cosa ancor più grave ad ignorare sistematicamente il problema quasi fosse storia di ordinaria fantasia. Una vicenda tribolata, per molti terribilmente inspiegabile, ma che senza una propria collocazione e comprensione storica non potrà mai essere compresa e dirsi conclusa.
È di qualche mese l’uscita di un saggio dal titolo “Israele-Palestina. Due storie, una speranza” di Lorenzo Kamel (Editori Riuniti, 397 pagine, 18 euro) e si deve dire da subito che l’opera era necessaria, quanto meno per comprendere a livello divulgativo le varie questioni storiche, che spesso e sovente sono dimenticate e ignorate quando si parla della vicenda israelo-palestinese. Non è, forse, un caso che chi ha scritto il saggio sia un valoroso giovane studioso che all’età di 28 anni è assai meno avvezzo alla lettura classica storiografica di parte della complicata vicenda. Questo dato ci indica che, aldilà di tutto, spetta alle giovani leve tentare una mediazione storiografica che vada oltre agli enormi steccati che da una parte e dall’altra sono stati eretti.
Il saggio è una piccola enciclopedia sulla storia di Israele e della Palestina, e anche il più acerbo dei lettori, armato da santa pazienza e dalla volontà di capire, ha la possibilità di farsi una sufficiente base di conoscenza per poter agilmente portare il proprio contributo gnoseologico sulla questione. Tranne che su rare dispense universitarie o studi monografici particolari, è da evidenziare una interessante e cavillosa volontà nel non nascondere nulla sull’intera questione, sia con l’occhio della fazione israeliana, sia con l’occhio della fazione palestinese.
Quasi la metà dell’intero saggio è dedicato a riportare in note preziosi documenti, dichiarazioni, risoluzioni, punti di vista, interviste che delineano, chiariscono le asserzioni di un intero testo che, secondo il nostro modesto parere, ha lo scopo di dipanare e di togliere qualsiasi pretesto per uno schierarsi a priori sulla vicenda. È evidente il tentativo, in parte riuscito, di avanzare reali e concrete ipotesi diplomatiche e politiche per la risoluzione del problema.
Nel suo lungo studio Kamel non può chiamarsi “né israeliano”, “né palestinese”, è uno studioso che con l’occhio vispo, giovane e progressista mette a nudo incomprensioni, incongruenze di una e dell’altra parte, richiama all’attenzione il lettore sulle responsabilità della comunità internazionale sulla gestione “particolare” e per troppe volte “interessata” dell’intera vicenda.
Alle ragioni palestinesi il Kamel riconosce, da una parte, il merito di suscitare nell’opinione pubblica più di una simpatia, prima fra tutte quelle di una certa Chiesa, di un certo mondo culturale comunista, di Paesi islamici; dall’altra, di essere il ricettacolo di pesanti accuse da parte di Paesi come gli Stati Uniti, delle influenti comunità ebraiche europee che a loro dire fomentano uno strisciante antisemitismo.
Entrambi le posizioni corrispondono ad interessi di bottega che non fanno nulla che portare ulteriori pegni alla stesse ragioni del popolo palestinese. È innegabile che la Chiesa abbia visto e vede nell’ebraismo, specie quello più ortodosso, una seria minaccia ai suoi interessi in Terra Santa, come dal resto è innegabile che un certo comunismo abbia visto in Israele un convinto argine del capitalismo e dell’imperialismo statunitense, come pure che organizzazioni terroristiche di matrice islamica abbiano intravisto nella galoppante sofferenza palestinese un cavallo su cui puntare per giustificare crimini e massacri che con il Corano hanno poco a che fare.
Storicamente è innegabile che il popolo ebraico abbia subito gravi forme di razzismo, espulsioni, ma tacciare la causa palestinese come forma di antisemitismo propria è altrettanto sbagliato e forviante. La percezione che ha un palestinese di un israeliano è quello di essere un occupante della terra dove vivevano intere generazioni.
A Israele Kamel riconosce la solidità della realtà ormai consolidata nel tempo e nella prassi; il Paese è però giudicato con parametri inopportuni e in alcuni casi con spregio non viene riconosciuto come esistente. Di certo, non si vuole negare le pesanti responsabilità del sionismo prima e dello Stato di Israele poi; esso anche recentemente ha commesso gravi errori di valutazione, ma identificare questo Paese come la fucina della non giustizia, che brancola fuori dal diritto internazionale, è del tutto fuori luogo. Quando si parla dello Stato di Israele come di uno Stato che non rispetta sistematicamente le risoluzioni Onu e che perciò godrebbe di un trattamento di favore è del tutto fuori luogo; Israele, nel Medio Oriente, non è un fenomeno isolato, consideralo tale non fa altro che alimentare il convincimento che questo Stato si basi su fondamenti razzisti e, ancor peggio, antisemite. Il metro di valutazione della democrazia di una nazione dovrebbe tenere conto delle politiche adottate all’esterno dei confini, di certo, e la documentazione portata da Kamel a proposito è copiosa; lo Stato ebraico è l’unica entità mediorientale che garantisca diritti e tutele a popoli di altre nazionalità, etnie e religioni.
Aldilà delle simpatie che ciascuno dei lettori ha a proposito, è necessario oggi cambiare pagina. Ciascuna delle due fazioni ha ragioni da vendere all’altra e assolutizzare una delle due parti equivale a squalificare l’altra, a renderla inaccettabile. Alla fine del suo lungo studio, Kamel propone una soluzione, una speranza che potrebbe unire le parti ad una considerazione d’insieme, coinvolgendo anche noi spettatori spesso disattenti: analizzare le questioni storiche senza assolutizzare il passato, le vicende anche umane e personali, simpatizzare, inteso come sentimento di voler entrare realmente in empatia, al nocciolo della questione, senza generalizzare, valutare pacatamente le questioni e le vicende senza giudicare. A Kamel questa operazione di valutazione, di ricerca è ben riuscita, al lettore contemporaneo lo sforzo di riuscirci.
di: Lorenzo Kamel
ISBN13 9788835960553
€ 15,50
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